Storia e cultura

Il territorio di Castelvenere fu ricco di vita sin dalla preistoria. Lo testimonia soprattutto la palafitta venuta alla luce nel 1898, quando in un’area di scavo di 42 metri quadrati affiorò una piattaforma lunga 25 metri e larga 14, su 99 pali conficcati verticalmente nel terreno, ordinati in quattro fila e distaccati 89 centimetri l’uno dall’altro.
Insieme a residui di ossa di muflone, di bue selvatico, nuclei e punte silicee, furono anche rinvenuti oleari, resti di lucerne e di vasi etruschi e greci, pietre per fionda, una macina di arenaria con percussore di quarzite.
Diverse sono pure le testimonianze, rinvenute in più tempi ed in aree diverse, di età sannitica e romana: armi, monete, materiale da sepolcreto. Di particolare interesse: una pietra tombale di età romana con iscrizione e bassorilievi ed un Glirarium (vaso per ingrassare i ghiri) con le seguenti caratteristiche: Dolio fittile con fasce di rilievo ortogonali alla parete al suo interno; la parte esterna è forata a brevi intervalli in corrispondenza della superficie superiore alle fasce.
Non meno importanti alcune strutture romane in località Pugliano e i resti di una villa rustica in località Parito tutelati da vincolo archeologico.
Da notare che sono, da poco, sotto vincolo monumentale: il Casino Cerza, le tre torri e l’arco del palazzo del Borgo medioevale.
Durante il periodo feudale Castelvenere fu soggetta ai Sanframondo, di stirpe normanna, che dominarono incontrastati nella nostra valle dal 1130 circa al 1460, quindi ai Monsorio, già presenti nella nostra zona dal 1334.
Lo storico Luigi Riccardi nel suo libro Telesia scrive a proposito:
“Nel 1460 i Sanframondo… furono privati dei loro beni e mentre il contado di Cerreto passò a Diomede Carafa, nel 1479 molte terre in questi luoghi furono vendute a Giovanni Monsorio, al figlio del quale, a nome Vincenzo, il 26 febbraio 1507, con privilegio di Ferdinando il Cattolico fu accordata l’investitura, tra l’altro, del casale sancti Salvatoris, terram veneris, quartam partem casalis suripache et casale Pugliani”.
Nel 1645 i Monsorio furono espropriati dai loro feudi ed anche Castelvenere venne a dipendere dai Carafa che ne furono i signori fino al 1806, anno della legge abolitiva della feudalità. Ultimo barone di Castelvenere fu Marzio Carafa, principe di Colubrano.
Breve profilo di Castelevenere da: “Note introduttive alla conoscenza del territorio” di Angelo Raffaele Scetta.